Per non dimenticare

Salah Bensadah, "il marocchino buono".


Il nome della nostra associazione riporta ad un qualcosa da non dimenticare, una morte. La vittima è il cittadino marocchino Salah Bensadah, 43 anni.

Abitava in un casolare di campagna come molti dei suoi amici i quali sono stati i primi a notare che stava male, sentiva freddo, aveva i piedi lividi e non riusciva a tenersi in piedi: manifestava cioè i sintomi chiari dell’assideramento.

Dopo una lunga agonia, le prime cure e il nostro intervento, l’uomo viene rifocillato, lavato e vestito con abiti caldi ma continuava a patire il freddo. Non poteva muoversi, stava sempre peggio e richiamato il 118 ha dovuto portarlo via utilizzando la sedia a rotelle per farlo salire nell’ambulanza.

Ed erano le 11.30 di martedì quando Salah è andato via dal centro e da quel momento in poi di lui non si era saputo più nulla.

Fino a quando don Geremia è stato chiamato dai carabinieri per il riconoscimento della salma: Bensadah Salah era morto all’ospedale di Spinazzola dove era giunto nella notte del 19/12/2007.

A noi volontari, restano scolpite nella memoria, indelebili, le parole del direttore della Casa di Accoglienza “Santa Maria Goretti” don Geremia:

“La dignità umana è stata calpestata e anche dopo più di 2000 anni, proprio a Natale, succede che c’è chi si rifiuta di dare un giaciglio a qualcuno, si rifiuta di dare aiuto: questo poteva capitare anche a un andriese, non solo a uno straniero”.

Nasce da questa storia la nostra voglia di far rivivere il ricordo di Bensadah nei nostri cuori. E’ per questo motivo che abbiamo creato un’associazione di volontariato intitolata “SALAH”.

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